Ho sempre cercato di sviluppare un’idea e uno stile di cucina personale, in grado di combinare la conoscenza e il rispetto del territorio in cui opero con la voglia di sperimentare soluzioni creative e innovative.

Il punto di partenza è per me sempre la qualità delle materie prime, la scelta di prodotti d’eccellenza, il rispetto delle stagioni, la freschezza degli ingredienti. Altrettanto importanti sono la ricerca, lo studio, il rigore e l’esperienza accumulata, giorno dopo giorno, nel mio lavoro e l’apertura a nuove tecniche, ingredienti e culture.

 

Ma per completare un piatto speciale serve sempre qualcosa in più. La chiamo creatività, non so da dove provenga, ma ha a che fare con l’istinto e l’emozione, poi sottoposti ad un processo preciso di sviluppo.

La mia cucina è il frutto di tutte le esperienze di vita e di lavoro che ho accumulato in questi anni.

Nei miei piatti ci sono le mie origini, ma anche tutti i viaggi fatti all’estero, per partecipare a eventi, premi, iniziative benefiche, lezioni accademiche e consulenze. Ognuna di queste esperienze lascia un segno in quello che faccio, in quello che farò, e penso lo renda migliore.

Io cerco di fare altrettanto, ad esempio tentando di valorizzare il ruolo delle donne nel contesto della ristorazione.
Viaggiando per i cinque continenti ho incontrato tante grandi chef, a volte davvero geniali, a cui troppo spesso non viene riconosciuto tutto il talento e il carisma di cui sono dotate. Per me è importante, e cerco di ribadirlo ogni volta che mi è possibile.

Per me sperimentare non significa soltanto tentare abbinamenti originali e inediti tra gli ingredienti, ma anche immaginare nuovi format ristorativi, con cui rivisitare e proporre la mia idea di cucina.

Amo la libertà d’espressione che l’alta cucina mi consente, ma mi stimola e mi diverte anche cercare altre direzioni, più informali e giocose.
Dal ristorante al cocktail bar, dalla pizzeria al mercato rionale… ogni forma di ristorazione va considerata parimenti nobile e interessante, basta metterci il cuore e le idee.

Stare ferma non fa per me. Viaggiare, conoscere nuove realtà in giro per il mondo, confrontarmi con altre culture e personalità, sono alcune delle cose che amo di più.

 

Per questo mi confronto spesso con nuove sfide, sviluppando collaborazioni e consulenze a livello internazionale. Ma quando possibile non perdo occasione anche per incontrare studenti e ricercatori, addetti ai lavori e colleghi…
Raccontando quello che ho imparato sinora, mi capita spesso di capirlo meglio io stessa.